Frequentando da qualche anno nel web, siti e blog di poesia, ho avuto l’opportunità di rilevare, con mio compiacimento, una presenza significativa di poesie scritte da donne.
Questa constatazione è stata però contrastata ben presto da una altra scoperta: se oggi la presenza della donna poetessa è importante, nel passato invece questa presenza è veramente marginale.
La donna nel passato è presente principalmente come musa ispiratrice, guida emozionale, e raramente artefice della poesia stessa, e più ci si inoltra nei tempi e più si osserva l’amplificarsi di questa mancanza, e la differenza con la produzione maschile è notevole.
Nei secoli che precedono il nostro la proporzione e forse anche meno dell’uno per cento.
Se consulto le varie antologie poetiche, in particolare quelle didattiche noto che questa proporzione è sempre al di sotto del cinque per cento.
È chiaro che non è una faccenda di scarsa sensibilità o meno propensione verso lo strumento della poesia per esprimere i propri stati animi, e le proprie emozioni.
La donna purtroppo per millenni è stata relegata ad un ruolo esclusivo per la famiglia, e non ha avuto accesso agli studi, ne riconosciuto la possibilità di fare poesia.
Era una attività quasi sempre segreta ostacolata da impedimenti di ogni genere, e in ogni modo raramente vennero però prese sul serio.
Quando ci riuscivano, le pochissime, si rivelavano non solo ricche di cose da dire ma anche singolarmente abili dal punto di vista tecnico, e ci riuscivano, in virtù di doti veramente straordinarie, a parentesi storiche e sociali, e circostanze eccezionalmente fortunate.
È chiaro che si riproduce anche nell’arte e nella scrittura la situazione della condizione femminile nella società.
Tutto ciò fortunatamente nell’ultimo secolo è venuto meno e la donna ha potuto intraprendere con maggiore liberta e quindi convinzione l’attività del poetare.
Ma il danno è stato perpetuato.
Ho quindi voluto intraprendere questo viaggio molto particolare, e affascinante, lungo la dorsale dei secoli, e dei millenni, alla ricerca di quelle voci femminili che, coraggiose, spesso irriverenti e ribelli, hanno lasciato tramite la poesia, le proprie emozioni, le proprie impressioni.
Ho scoperto figure femminili affascinanti, di sottile ingegno, che hanno saputo donare, in situazioni estremamente disagevoli, quel loro senso di interpretare la scrittura come mezzo di espiazione, e di comunicazione.
Un mondo incredibilmente sconosciuto, o meglio taciuto, oscurato, fatto di storie, di sospiri, di vita e di morte, di piacere e dolore, di lacrime e di sorrisi.
E questa mancanza ha provocato in me un bisogno di scoprire questi altari velati, queste porte chiuse ed impolverate, il bisogno di rievocare questo mondo fatto di bisbigli in un blog, in un luogo dove poter ridare vita a parole perdute tra pagine ingiallite di libri dimenticati, e condividere con voi, amici ospiti e lettori di passaggio, le mie ricerche, tracciando un percorso senza tempo e senza spazio, di esperienze poetiche: una antologia di donne di poesia, dagli albori della storia all’inizio del XX° secolo.
(immagine presa dal web)